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Le
teorie sulla forza gravitazionale
Le
spiegazioni delle varie teorie di unificazione della forza
gravitazionale e una antologia sulle ricerche della sua
energia, raccolte e descritte da Marco Tana.
Tutto
l'universo è tenuto insieme da quattro forze: gravitazionale,
elettromagnetica, nucleare debole e nucleare forte. Tra
esse, due forze sono già state unificate, ma il sogno è
ricondurle tutte a una sola.
Energie
spaventose
Il concetto base delle teorie di grande unificazione è che
le forze osservate siano una approssimazione, nelle basse
energie, di una teoria unificata che si manifesta però solo
in scala di energie enormemente più grande. In particolare,
per avere l'unificazione delle interazioni elettrodeboli
e forti occorre spingersi a energie dell'ordine di 10 elevato
alla sedicesima GeV (gigaelettronvolt), mentre gli attuali
acceleratori di particelle raggiungono i 10 elevato alla
terza GeV.
Per l'unificazione della forza
gravitazionale con le altre tre bisognerebbe
osservare fenomeni in un campo di energie di 10 elevato
alla diciottesima GeV.
Si
tratta di energie così elevate da non poter essere assolutamente
prodotte in laboratorio con le attuali apparecchiature.
Il
sogno dei fisici:una per tutte
La
teoria della supergravità
è una teoria sviluppata verso la fine degli anni Settanta,
che descrive la gravitazione in termini di una teoria quantistica
dei campi, e potrebbe in futuro portare a una unificazione
delle quattro forze fondamentali della natura.
Le
forze o interazioni fondamentali che si presentano in natura
sono quattro, e precisamente: la gravità,
le forze elettromagnetiche,
le interazioni forti
e le interazioni deboli.
Recentemente, interazioni deboli e forze elettromagnetiche
sono state unificate in un'unica interazione detta elettrodebole;
c'è una certa speranza di associare a questa anche le interazioni
forti, giungendo a un'unica teoria.
Da
tale teoria rimarrebbe esclusa la
gravità, che pure è quella che da più lungo tempo
conosciamo.
Le
teorie supergravitazionali
suggeriscono un modo per giungere all'unificazione totale;
esse sono un'estensione della relatività generale, e pertanto
forniscono le stesse previsioni sperimentali per le classiche
verifiche di questa teoria.
A
livello microscopico però la supergravità differisce dalla
relatività generale. Essa è basata su di un nuovo principio
di "simmetria" che correla due ampie classi di particelle
elementari, cioè i fermioni
e i bosoni, e pertanto
viene indicata anche come supersimmetria,
la quale, inaspettatamente, introduce una relazione fondamentale
tra essi.
In
altre parole, secondo questa supersimmetria bosoni e fermioni
sarebbero due aspetti di un'unica
"superparticella".
La
supergravità descrive la relatività generale nel linguaggio
della meccanica quantistica, introducendo, nella sua forma
più semplice, un tachione
a spin 2 (bosone) e un gravitino
a spin 3/2 (fermione); in realtà non c'è nessuna buona ragione
perché questa descrizione nel linguaggio proprio della teoria
quantistica dei campi non possa essere tradotta nella descrizione
della gravità così com'è formulata in termini geometrici
dalla relatività generale.
La teoria supergravitazionale non ha, sino a oggi, ricevuto
ancora nessuna conferma sperimentale.
La
teoria della Fisica Unigravitazionale
1 - Fotone = tachione: l'Universo
è luce.
Questa
fisica dimostra che la sorgente unica di qualsiasi campo
gravitazionale è una particella
unica e fondamentale,
indivisibile costituente di tutta la cosiddetta "materia":
ovvero l' atomo assoluto
(non, quindi, quello che oggi si chiama impropriamente "atomo").
Questa particella è il corpuscolo infinitesimo che produce
il fenomeno che diciamo luce: il "fotone";
dal che l'espressione sintetica usata dall'autore: l'Universo
è luce.
Il fotone si identifica, quindi, con il "gravitone" o
tachione.
Per il momento dobbiamo considerare puntiforme tale particella,
di cui è invece possibile individuare dagli effetti una
geometria dimensionale e il funzionamento primitivo.
2
- Il fotone-tachione perturba secondo
una legge precisa (che è alla base dell'equazione
cosmologica) un mezzo intermateriale, l' "etere"
degli antichi, la cui esistenza viene negata dalla fisica
contemporanea con un abbaglio grossolano nato dall'errata
valutazione dell'esperimento Michelson-Morley ed è invece
matematicamente provata da altri esperimenti e ragionamenti,
a loro volta fraintesi dalla stessa fisica, che li stravolge
per altre insostenibili letture.
3
- L'effetto unico del campo è appunto
la gravitazione "universale" nel senso pieno
del termine, che comprende ogni ordine di fenomeni, dal
microcosmo subatomico
al macrocosmo degli ammassi di
galassie, accomunati da una legge di composizione
geometrica e funzionale progressiva (la già citata "coniugazione
ondulatoria"), che non separa i fenomeni elettromagnetici
e nucleari da quelli della gravitazione macroscopica e somma
i campi elementari in altri sempre più intensi e complessi,
eliminandone ogni apparente diversificazione.
Il risultato della gravitazione è la strutturazione
della materia, ovvero la formazione dei
corpi, e il mantenimento di un generale equilibrio
dinamico tra tutti i corpi dell'universo.
Vedremo che tale meccanismo esclude in modo assoluto la
possibilità fisica di fenomeni come il "collasso
gravitazionale", le "stelle
di neutroni", i "buchi
neri", il "big bang",
l' "espansione dell'universo",
la "fuga delle galassie":
veri e propri mostri concettuali nati da false interpretazioni
di una fenomenologia che ha tutt'altra spiegazione.
Piccola
antologia della energia gravitazionale
L'interesse
verso l'energia gravitazionale si propagò in tutto mondo.
Ad esempio, dal 1920 al 1940 i concetti erano indirizzati
da fisici come Levetzow,
Stanyukowiz e Shneiderov.
Da varie ricerche e "scoperte", effettuate da scienziati
di diversi paesi, ciò che è universalmente riconosciuto
dal mondo fisico-scientifico come gravitone ed energia gravitazionale
e stato ribattezzato come Tachyon,
"campo di Feinberg",
Tachione e "campo
tachionico".
Effettivamente
la desinenza Tach- giunge
dalla parola greca "Tachys",
ovvero veloce, ed è
stata utilizzata per descrivere la
proprietà del gravitone di muoversi più veloce della luce.
Oggigiorno
il termine "tachione"
è riconosciuto come sinonimo della particella subatomica
che risponde al nome di gravitone,
e figura nei vari volumi enciclopedici e dizionari.
Al
contrario il termine "tachyon"
è una parola di lingua inglese, il quale significato abbiamo
già spiegato, e viene erroneamente riportata in Italia da
quanti non hanno delle conoscenze abbastanza approfondite
in materia, e la credono talmente nuova da non sapere di
un sinonimo nella propria lingua.
Nota
dolente anche ai quanti si ostinano a chiamare il campo
gravitazionale o campo
tachionico, con il nome di "campo
di Feinberg": gli studi di Feinberg hanno certamente
contribuito alla messa in luce e all'approfondimento della
materia ma non ci sembra dovuto ribattezzare qualcosa di
già noto con il proprio nome.
Neppure
Nikola Tesla, che più
di mezzo secolo prima di Feinberg riuscì
ad imbrigliare l'energia tachionica, la ribattezzò
con il proprio nome (fra tanti termini che alla fine hanno
lo stesso significato, per fortuna nessuno è venuto a confonderci
le idee con un fantomatico "campo di Tesla", credendolo
magari completamente estraneo al "campo di Feinberg").
Altra
confusione viene generata da quanti completamente estranei
alla scienza parlano e scrivono dei "takioni". In merito
a tale faccenda bisogna precisare ai quanti non lo sanno
(e a giudicare da chi sbaglia, credetemi, non sono in pochi),
che la lettera "k" non compare nella lingua italiana (quindi
neppure la parola "takioni"), e la scelta dell'utilizzo
della "k" in un trade mark (vedi i prodotti vibrazionali
di una azienda in vetrina su questo sito) è puramente una
scelta commerciale fine a se stessa.
Le
tappe importanti
Il
Dott. Nieper espanse
gli studi sul potenziale dell'energia del campo gravitazionale
con certe teorie che hanno sostenuto i dati della NASA
per i satelliti durante il periodo 1967-1971.
Nel
1970 il fisico statunitense Stokes
chiamò la Teoria di Nieper
"Teoria dello scudo."
Nel 1972 Stuhlinger,
un fisico che lavorava con Wernher
Von Braun in Alabama, dedusse che l' "effetto
scudo" poteva essere spiegato solo dagli effetti
di un campo tachionico
come era stato descritto da Feinberg nel 1966.
In
Giappone il direttore del laboratorio nazionale di ricerca
sulla gravità, Prof. Shinichi Seike,
affermò che il campo tachionico
è presente certamente nello spazio gravitazionale.
L'esistenza
della energia gravitazionale
pare sia stata confermata in modo attendibile da ricerche
in URSS e Australia
a partire dal 1975.
Stando
a quanto dichiarato da uno scienziato giapponese, la concentrazione
di energia di questo campo (tachionico)
è molti milioni di joules per cm3,
circa 800 milioni volt di tensione per centimetro.
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