SCIENZA
DELLA POSTURA
A cura del Dott. Annibale
Veronica Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia
04100 Latina Via XXI Aprile, 7 0773 412290 – Fax 0773 470074
.
Cosa
č
La ricerca
clinica
Chi
si occupa della postura
Cosa
altera la postura? Eziopatogenesi
La sintomatologia
Il
linguaggio del corpo
La terapia
Cosa
altera la postura? Eziopatogenesi
I
presupposti scientifici che hanno permesso, dopo più
di venti anni di ricerca clinica e strumentale di arrivare
alle teorie qui esposte risalgono al 1979, inizio storico
dell'Occlusione Neuromuscolare in Europa, quando presso
la Sala Corsi della Carlo Erba di Milano Bernard Jankelson
tenne il Primo Corso di Occlusione Neuromuscolare.
Lo studio approfondito delle funzioni craniali, interfacciato
con i tracciati elettromiografici e kinesiografici, nella
ricerca dell'occlusione fisiologica e la realizzazione odontotecnica
d'innovativi presidi terapeutici e manufatti riabilitativi
per il sistema stomatognatico (A.T.M muscoli
apparato dento-parodontale) hanno permesso all'A.I.R.S.A.F.,
grazie
a protocolli operativi costantemente revisionati e aggiornati
in base ai risultati clinici ottenuti, di raggiungere la
certezza che l'eziopatogenesi di gran parte delle asimmetrie
cranio-facciali è causata dalla limitazione respiratoria
delle vie aeree superiori, e, in particolare, di quella
nasale .
La limitazione respiratoria nasale è l'unica patologia
anatomo-funzionale comune a tutti i pazienti visitati in
più di dieci anni di ricerca clinica. Misurando infatti
le alterazioni posturali subite dal corpo, dopo aver registrato
in cartella le misurazioni effettuate, si è potuto
verificare ciò che inizialmente era solo un'ipotesi
di diversi autori.
La realtà clinica diventa acquisizione scientifica
e legge universale quando ricercatori di paesi diversi giungono
autonomamente e con filosofie diverse a medesimi risultati
e quando il rispetto del medesimo protocollo d'acquisizione
porta operatori diversi alle stesse conclusioni.
Negli U.S.A., A. J. Miller e K. Vargervik, ricercatori presso
il Centro delle Anomalie Cranio-Facciali dell'Università
della California, nel 1968, in una pubblicazione di ricerca
sperimentale eseguita su scimmie Reshus, sostenevano
che cambiamenti a lungo termine nella funzione
cranio-facciale sono correlati a cambiamenti nel tessuto
molle e precedono gli adattamenti morfologici dello scheletro
cranico. In Europa Linder e Aronson, ricercatori
del Dipartimento di Ortodonzia del Karolinska Institute,
scoprirono, dopo qualche anno, che la respirazione
nasale disturbata può influenzare sia la morfologia
facciale che la dentizione. In Italia ricordiamo
sull'argomento, i lavori scientifici sulla rinomanometria
pubblicati dal Prof. E. Giannì e collaboratori.
In modo autonomo i Ricercatori dell'A.I.R.S.A.F.
sono giunti alle medesime conclusioni, ma ciò che
rende unico il lavoro di ricerca clinica effettuato in questo
campo è costituito dagli originali protocolli adottati
in semeiotica clinica, in radiologia, in ortopedia dento-facciale,
in oculistica, in ortognatodonzia neuromuscolare e in ortopedia,
grazie ai quali si è rilevato un dato inusitato:
le ossa del cranio, attraverso le suture, modificano,
in pochi secondi il loro ingranaggio. Tale modifica
se di simmetrizzazione risultata essere proporzionale alla
percentuale di recupero della torsione mandibolare
ottenuta con la terapia ortopedico-funzionale che abbiamo
chiamato Global Rehabilitation
Program (G.R.P.).
Dall'osservazione del cranio, del corpo e della variabilità
della loro morfologia e dallo studio semeiologico clinico
e strumentale effettuato in oltre dieci anni di ricerca
clinica personale e dalla fondazione dell' A.I.R.S.A.F.,
con l'aiuto dei soci specialisti in otorinolaringoiatria,
pediatria, patologia generale, immunologia, ortognatodonzia,
chirurgia maxillo-facciale, è nata la teoria sperimentale
della variazione della simmetria del cranio e del
corpo all'attivazione e la disattivazione dei recettori
e delle funzioni ad essi associate. Il metodo
semeiotico clinico di valutazione è stato chiamato
dall'Autore: Test V
Capire che il cranio,
come il corpo, modifica istantaneamente il suo assetto scheletrico,
trasmettendo un messaggio benessere col recupero della simmetria,
ma anche di disagio, di patologia, spesso di dolore, se
si riadatta ad una maggiore asimmetria, è stata una
scoperta rivoluzionaria.
Il sistema stomatognatico (S.S.G.) è un sistema
complesso a più elementi variabili e interdipendenti
tra loro e tutti quelli presenti nel Sistema Uomo
perciò non è possibile parlare di uno di loro
prescindendo da tutti gli altri. Nella fisiopatologia del
S.S.G. è altresì indispensabile individuare
la componente prevalente sulle altre; trattasi del mascellare
superiore che è soggetto a tutte le dismorfosi del
massiccio facciale.
L'eziologia ricorrente delle asimmetrie delle ossa della
faccia, dopo la nascita, è costituita dalla limitazione
mono o/e bilaterale della respirazione nasale, spesso post-traumatica.
La mandibola come l'A.T.M., durante le funzioni e le parafunzioni,
deve adattarsi al mascellare antagonista, seguendolo, grazie
ai muscoli, in tutte le sue lente e graduali modificazioni.
La torsione della mandibola, nelle tre dimensioni dello
spazio, avviene a causa di questo adattamento. L'eziologia
delle torsioni del cingolo scapolo-omerale e di quello pelvico
sono compensazioni di tipo discendente da torsione
della mandibola e dalla differente posizione anatomica degli
occhi sul piano frontale e sagittale per asimmetria cranio-facciale.
Possiamo parlare solo di riadattamento del sistema
stomatognatico e non di riabilitazione perché la
patologia ha carattere d'ingravescenza e d'irreversibilità
e mai di restitutio ad integrum.
La fisiopatologia del S.S.G. concorre, insieme agli altri
recettori cranici e alle funzioni ad essi associate, al
riadattamento cranio-osteo-muscolare del corpo in
cui i denti rappresentano il registro del rapporto ortopedico
mandibolo-cranico.
Le arcate dentarie subiscono le conseguenze delle dismorfosi
cranio-facciali come, ad esempio, la malocclusione, la malrelazione
dei mascellari, ecc.
Cause genetiche e il deterioramento dell'apparato dento-parodontale
aggravano la patologia del rapporto mandibolo-cranico e
incrementano la torsione mandibolare e la deviazione laterale.
Nella mandibola torsionale le A.T.M. subiscono un accrescimento
disomogeneo e il rimodellamento della morfologia condilare.
Questa patologia è rilevabile precocemente da una
Rx ortopantomografica. Altrettanto avviene per le terapie
ortodontiche, mirate forse più ad un vacuo concetto
estetico che non al riadattamento della funzione mandibolo-cranica.
Queste acquisizioni fisiopatologiche derivano dall'uso costante
del Test V,
che permette di misurare e verificare clinicamente che,
una volta stabilizzato il recupero della torsione mandibolare,
l'appoggio podalico si riadatta fisiologicamente normalizzandosi,
come del resto il pavimento orbitale e, parzialmente,le
ossa del naso, col recupero della respirazione nasale bilateralmente
equilibrata a riposo.
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